Sant’Apollonia. Le pareti esterni sono “lavagna” per diatribe politiche

“Lettere a Novoli per salvare Sant’Apollonia e Piazza Brunelleschi” potrebbe essere lo slogan adatto alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa il futuro, incerto, delle ultime sedi universitarie del centro storico fiorentino. Ultime perché col tempo l’Ateneo ha de-localizzato uffici e sedi in moderne strutture polifunzionali lontane dal centro (ad esempio a Novoli), mentre Lettere e Filosofia continua ad occupare gli spazi del Complesso di Sant’Apollonia (parte del quale adibito a mensa studentesca) e di Piazza Brunelleschi che stanno scivolando sempre più nel degrado e nell’incuria.

Edificato nella prima metà del XIV Secolo, il Complesso di Sant’Apollonia è stato soggetto a diversi interventi architettonici nel ‘400 su iniziativa della badessa Cecilia Donati e nell’ ‘800 nel breve periodo nel quale Firenze è capitale del Regno d’Italia. Per secoli monastero di clausura, il cenacolo conserva un affresco di Andrea del Castagno datato 1447 mentre il chiosco è una vera e propria oasi di pace (e di storia) nel cuore della città medicea. Ma proprio quel “cuore” di cultura è stato trafitto dalla mano dei writers e di chi si diverte ad attaccare manifesti su manifesti, senza curarsi del danno che provoca alla struttura, divisa in due parti: una occupata da uffici della Difesa, l’altra dalla mensa della Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Firenze i cui frequentanti trovano, forse, normale, “combattersi” a scritte sugli intonaci delle arcate.

Dettaglio dei graffiti che ricoprono il Complesso di Piazza Brunelleschi

Uno spettacolo raccapricciante, ma purtroppo non nuovo: agli inizi degli Anni Duemila era possibile scorgere i motti in greco degli studenti dissidenti del Regime dei Colonnelli; ora a farla da padrone sono i motti delle sigle di ultra sinistra che, laddove non possono intervenire con la bomboletta, lo fanno con la colla da parati e con gli striscioni. Una baraonda di degrado e un senso di abbandono che si ripropone poche centinaia di metri oltre, in piazza Brunelleschi, nell’area in cui sorge la Facoltà di Lettere ospitata nell’ex Monastero di Santa Maria degli Angeli dai cui piani superiori è possibile ammirare la cupola del Brunelleschi. Anche lì un macello: scritte, manifesti, striscioni e bivacchi occasionali di clochard a cui nessuno in vent’anni è riuscito a porre margine; nemmeno la cancellata più esterna che separa il cortile dalla piazza ha avuto l’effetto sperato di salvaguardare, almeno in parte, l’antico complesso monastico. Se i tornelli e l’anti taccheggio permettono oggi maggiore sicurezza agli interni, purtroppo stessa cosa non si può dire per l’esterno dove sdraiarsi, bere alcolici, fumare (non solo sigarette), scrivere sui muri e attaccare strati su strati di manifesti è passato dall’essere comportamento incivile ad abitudine quotidiana.

Se Villa Favard e via Laura (storiche sedi di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche, facoltà dal 2003 ospitate dal moderno Polo di Novoli) sono state ristrutturate, i complessi rinascimentali di Lettere e di Magistero rischiano dapprima l’isolamento poi la completa alienazione dal tessuto culturale cittadino con conseguente danno inestimabile al bagaglio storico-artistico fiorentino. Ciò che appare incomprensibile è il perché nessuno sia mai riuscito a cogliere la fortuna (e il prestigio) del poter studiare materie umanistiche in luoghi simbolo del Rinascimento, una parte del patrimonio culturale cittadino lasciandosi andare a gesti di barbarie che nulla hanno a che vedere con le lotte per il diritto allo studio e il miglioramento qualitativo della pubblica istruzione che, anzi, ne esce profondamente umiliata di fronte alla città, al corpo docente e studentesco e a chiunque passi anche per caso fra le “rovine” di Sant’Apollonia e di Santa Maria degli Angeli. 

Per questo è importante trovare una struttura capace di ospitare i corsi di laurea umanistici, consentendo così di reperire i fondi per la lunga (ma doverosa) opera di riqualificazione dei complessi monastici di via san Gallo di e piazza Brunelleschi.