L’enciclopedia virtuale Wikipedia riserva alla presenza nigeriana in Italia alcune pagine di opinabile obiettività, poiché dal testo alle note non si fornisce un quadro chiaro delle comunità residenti preferendo, talvolta, ricordare con dovizia di particolari i casi di razzismo di cui sono e sono state soggette…

Il rapporto 2017 del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico traccia un quadro complesso della comunità nigeriana in Italia, sottolineando come i livelli occupazionali dei censiti siano preoccupanti: solo il 41% dei cittadini nigeriani risulta avere un impiego, vale a dire che su 93915 persone circa 55 mila sono senza lavoro soprattutto giovani fra i 15 e i 35 anni. Un dato conseguente al fatto che buona parte delle richieste di ingresso abbiano un movente “umanitario” e non economico. 

Gli user e gli autori dei contenuti enciclopedici “dimenticano” poi la criminalità, quella mafia nigeriana nota in Italia già dagli Anni Ottanta e che ai nostri giorni rappresenta una realtà delinquenziale capace di stringere accordi con Cosa Nostra e Camorra, di sfruttare le comunità residenti per garantirsi appoggi e per rafforzare il proprio potere. Già nel 2006, infatti, operazioni di polizia hanno consentito di smantellare reti dal Veneto alla Campania, passando per Toscana, Umbria e Lazio; successi che, loro malgrado, non sono riusciti ad impedire il fiorire di traffici illeciti, di omicidi e di violenze. 

Fra le attività criminose più crudeli lo sfruttamento della prostituzione che Wikipedia liquida così:

Tra i nigeriani in Italia si riscontra un gran numero di vittime della tratta, specialmente giovani donne tra i 15 e i 24 anni, provenienti dall’area di Benin City e destinate allo sfruttamento della prostituzione” limitandosi ad una nota a pié pagina che riporta al sito OpenMigration.org, senza fornire ulteriori dettagli su come questa tratta avvenga e su chi siano i principali responsabili (e beneficiari) dello sfruttamento del sangue di ragazze spesso minorenni. 

Va da sé che la voce “Nigeriani in Italia” appare essere una presentazione vaga e informale della comunità migranti piuttosto che un approfondimento delle correlate “Nigeria” e “Immigrazione”, come d’altronde dimostra quel “Violenze contro nigeriani in Italia” privo dei dovuti riferimenti ad episodi altrettanto deprecabili di crudeltà perpetrati da nigeriani ai danni della loro stessa gente…  e degli italiani. Stessa cosa accade per “Senegalesi in Italia” , esaltazione della solidarietà comunitaria dei migranti dal Senegal, per poi subito dopo ricordare i fatti di sangue del 2011 e del 2018 a Firenze. 

Quanto alla pagina “Mafia nigeriana” la bibliografia è inesistente e le uniche note nel testo (5 in tutto) riportano più ad articoli di giornale che non a fonti ministeriali. 

Uno strano modo di essere (e fare) enciclopedia, come singolare è che nessuno altro utente abbia messo in discussione o segnalato la non completezza dei testi pubblicati.